Il Giardino di Palazzo Santangelo

Uno spazio cognitivo

Origine del giardino

Palazzo Santangelo ha un Giardino di antico lignaggio, di elevata ascendenza.

L’originale risale alle epoche in cui i palazzi erano due nobili residenze, Maggi e Luzzago, ancora indipendenti.

Verde riservato a magistrati ed eminenti notabili di Brescia: rifugi settecenteschi nella Natura primordiale, piani di cabinet de physique.

Il Giardino come spazio cognitivo

Oggi, il Giardino del Centro Paolo VI è un giardino cognitivo per un viaggiatore.

Un viaggiatore che vuole ritornare a pensare.

A Palazzo Santangelo, essere nel Giardino è un atto di permanenza.

Una volontà di autocoscienza.

Attenzione e percezione

Il Giardino di Palazzo Santangelo è un luogo di attenzione per un puro atto cognitivo.

Attenzione come funzione della mente e disposizione: respiro che ritrova legge e regolarità nella scansione del passo o nello stare, semplicemente, seduti, fermi.

Attenzione che, praticata, introduce al piacere elementare di essere nel mondo.

All’esperienza piena dell’esistenza, propria dell’essere pensante.

I fenomeni del mondo ci circondano con il loro rumore

Il Giardino-nel-Palazzo riaccompagna la ragione a ciò che resta essenziale: il soggetto, la sua visione.

Riconoscere i viventi

Riconoscere i viventi. Apprenderli.

Dare alle cose il proprio nome, raccontarle, ordinarle. L’agrifoglio. Il cedro dell’Atlante. L’ulivo. La convallaria giapponese.

Il cedro dell’Atlante: l’ombra del fusto, le fronde che si alzano stringendosi nella geometria del cono.

La convallaria giapponese: il suo arbusto, il suo cespuglio, le sbocciature rosse che dichiarano la sua vitalità.

Parti che diventano insieme, e definizione.

Giardino come spazio cognitivo: la suggestione di un re-incontro con la mente

Finalmente, la cosa in sé ri-domina il fenomeno.

Il Giardino di Palazzo Santangelo è uno spazio storico nel centro di Brescia, parte del Centro Paolo VI.


Non è solo un luogo naturale, ma un ambiente progettato per favorire attenzione, percezione e pensiero.


Attraverso il silenzio, la presenza e l’osservazione dei viventi, il Giardino diventa uno spazio cognitivo in cui il viaggiatore può rallentare e ritrovare la propria capacità di pensare.

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