
L’ospitalità della sottrazione
A Palazzo Santangelo, quando gli stimoli smettono di contendersi la mente, il pensiero torna disponibile
Aggiungere.
Aumentare.
Attenzione.
Quando tutto aumenta
È difficile trovare il capo della matassa quando l’informazione che ti circonda è sovrabbondante. Quando eccede la tua capacità di contenerla.
Diventi una cisterna che trabocca. L’acqua invade tutto e la terra diventa inabitabile.
La terra è la tua mente.
Tutti ti vendono qualcosa di più. Insieme a quello che ti serve, aggiungono qualcosa gratis. È la captatio benevolentiae del complimentary parking plus minibar.
La pace e il piacere si costruiscono davvero con le cose accumulate, con i premi, con le (auto)celebrazioni?

Le camere non ripetono il Palazzo
Leggiamo talvolta che le camere di Palazzo Santangelo sono basiche, essenziali, rispetto alla monumentalità del Palazzo. Che non la ripetono. Che la contraddicono.
Non è una negligenza.
È un’idea.
L’idea è che il minimalismo riduca il rumore e lasci emergere il senso che appartiene a ciascun viaggiatore.
La concentrazione nasce quando gli stimoli smettono di contendersi la mente. La mente torna a riconoscere le proprie priorità. Il proprio ordine.
È l’idea della sottrazione.

L’omissione attiva
La nostra proposta, che è la nostra voce, è lasciare che la dimensione geometrico-spaziale degli ambienti, la materia del Palazzo e il giardino dialoghino con la rimozione di oggetti superflui.
È un’omissione attiva: rifiutare la simulazione di uno stile di vita costruito per accumulo e liberare uno spazio nel quale il pensiero può tornare disponibile.
Sottrarre.
Liberare.

Al Centro Paolo VI, a Palazzo Santangelo nel centro di Brescia, le camere essenziali dialogano con la monumentalità del Palazzo e con il giardino.
La sottrazione diventa una scelta di ospitalità che sottrae gli oggetti superflui e lascia spazio all’attenzione e al pensiero.










