
Rallentare, a Brescia
Il teatro dei pensieri
Rallentare. Disintossicarsi. "Staccati dal frenetico quotidiano", auto-cit.
Tutto questo, in città.
Un viaggio per rallentare può produrre un risultato spettacolare: tornare a sentire i propri pensieri.
Scandirli nella mente, averne coscienza, condividerli, scambiarli. C’è della civiltà in questo scambio. Civiltà urbana.
Palazzo Santangelo dice: non serve lasciare Brescia per trovare quiete. Il Palazzo è nella città e ne regola una diversa temperatura. L’arte e la storia, la geometria degli spazi, il respiro dei volumi attivano l’attenzione con cui torniamo ad attraversare la città.
Fuori, Brescia continua. Fermati sovrappensiero a guardare l’emiciclo del teatro romano dal vicolo del Fontanone: 5 minuti. Siediti sui gradini del Teatro Grande, in corso Zanardelli, e contempla il passeggio: 8 minuti.
Persone, strade, rumore, passi, incontri, odori. Vita nell’unità di tempo. Il rumore bianco della città è il teatro dei pensieri. A volte ci aiuta a distinguere una voce dall’altra, anche la nostra.
Venire al Centro Paolo VI, a Palazzo Santangelo, è questo tipo di appuntamento. Riprendere il proprio passo dentro la vita urbana. Sentire che la città può farci pensare, lentamente.
Pensare è pace.
Staccati dal frenetico quotidiano.

Al Centro Paolo VI, a Palazzo Santangelo nel centro storico di Brescia, rallentare significa tornare a sentire i propri pensieri restando in città.
La quiete del Palazzo prosegue nelle soste davanti al teatro romano e al Teatro Grande: il viaggiatore riprende il proprio passo dentro la vita urbana.












